Reti Neurali
 
La teoria delle Reti Neurali Artificali (RNA) costituisce l’evoluzione dell’ Intelligenza Artificiale (AI) e, allo stato attuale, lo strumento di forecasting più suggestivo e futuristico.

Il fondamento della teoria delle RN è ambizioso in quanto si basa sull’idea di simulazione del processo di apprendimento e di formulazione delle decisioni dell’essere umano.

L’uomo, sin dai suoi primi giorni di vita, realizza le sue esperienze, riceve dei feedback, elabora le informazioni dando a ciascuna di esse il “peso” opportuno e sulla base di queste compie delle azioni. A seguito di tali azioni l’uomo riceve altri feedback e arricchisce sia il proprio bagaglio di informazioni sia il metodo con cui elaborarle attivando di fatto un ciclo continuo di azioni e reazioni identificabile come processo di apprendimento.

Analogamente, nella sua fase costitutiva una RNA elabora un insieme di sistemi “input-output” predefiniti alfine di individuare le relazioni sconosciute che intercorrono tra un certo dato (azione) e un certo risultato (reazione).

Portato a termine e affinato il processo di apprendimento di una RNA, il sistema è in grado di produrre delle previsioni su dati ignoti a partire da determinate assunzioni conosciute.

I campi in cui si riscontra un uso intensivo delle RNA sono principalmente quello della meteorologia, quello finanziario e quello delle scienze sociali.

 

Evoluzione delle RNA


La teoria dell RNA nasce in virtù del contributo di McCulloch e Pitts che per primi nel 1943 proposero il neurone artificiale, costituto essenzialmente da un combinatore lineare a soglia in grado di calcolare semplici funzioni booleane.

Nel 1958, Rosenblatt introduce il primo schema di rete neurale, detto perceptron (percettrone), per il riconoscimento e la classificazione di forme, allo scopo di fornire un'interpretazione dell'organizzazione generale dei sistemi biologici.
Il modello di Rosenblatt costituisce un progresso decisivo rispetto al modello binario di McCulloch e Pitts, perché i suoi pesi sinaptici sono variabili e quindi il percettrone è in grado di apprendere.

Alla fine degli anni ‘60 Minsky e Papert mostrano alcuni limiti operativi delle semplici reti a due strati basate sui percettroni dando luogo ad oltre 10 anni di rallentamento degli studi e delle ricerche.

Un sussulto però si è avuto nei primi anni ’70 gazie ai contributi di Werbos che introdusse le reti Multi-Layers Perceptron (MLP) e a Rumelhart, Hinton e Williams che elaborarono l’algoritmo di Error Backpropagation (retropropagazione dell’errore) finalizzato all’addestramento dell MLP.
 

La rete di Hopfield, introdotta dall'omonimo fisico nel 1982, costituisce il primo esempio di rete neurale ricorrente simmetrica, ovvero un modello neurale in cui è presente un flusso bidirezionale d'informazioni. Le applicazioni delle reti di Hopfield riguardano principalmente la realizzazione di memorie associative, resistenti all'alterazione delle condizioni operative, e la soluzione di problemi d'ottimizzazione combinatoriale.

 

Tal contributo è stato raccolto e perfezionato da Elman che nel 1990 ha presentato un noto esempio di semplice rete ricorrente che costituisce una variazione sul tema del percettrone multistrato.

La particolarità di questo modello è dato dal fatto che la rete tiene conto del suo stato precedente, cosa che le consente di svolgere compiti di previsione di sequenze temporali che sono difficilmente alla portata dei percettroni multistrato convenzionali.

 
 
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